Carpi Digitale, il Terminal Innovation Lab si conferma laboratorio di idee per l’innovazione
Grande partecipazione al talk dedicato alla trasformazione digitale del territorio. Dopo l’Open Day di Carpi Fashion System, il Terminal Terre d’Argine Innovation Lab rafforza il proprio ruolo di spazio vivo per imprese, istituzioni, giovani e cittadini.
Il Terminal Terre d’Argine Innovation Lab si conferma uno dei luoghi simbolo dell’innovazione a Carpi. Dopo il successo dell’Open Day di Carpi Fashion System della scorsa settimana, anche l’incontro “Carpi Digitale”, tenutosi ieri, ha registrato una grande partecipazione, richiamando imprese, professionisti, istituzioni, cittadini e persone interessate ai temi della trasformazione tecnologica.
Una sala piena, tanto ascolto e un confronto vivo hanno reso l’evento un momento importante per riflettere sul futuro digitale del territorio. Non un appuntamento puramente tecnico, ma un’occasione per discutere di innovazione come cultura, visione e responsabilità condivisa.
Il talk ha messo al centro una domanda decisiva: come può un territorio come Carpi continuare a generare innovazione, valore e competenze nell’epoca del digitale, dell’intelligenza artificiale e dei nuovi modelli di impresa?
A questa domanda hanno provato a rispondere tre voci diverse ma complementari:
- Giuseppe Nale, fondatore di Skybackbone Engenio;
- Gianni Previdi, innovatore umanista, docente e autore;
- e Stefano Bergonzini, giornalista professionista ed esperto di innovazione, tecnologia e motorsport.
L’incontro è stato moderato da Veronique Blasi e ha visto la partecipazione del sindaco di Carpi Riccardo Righi, che ha portato il saluto dell’amministrazione comunale.
Il Terminal Innovation Lab come spazio di dialogo tra istituzioni, imprese e giovani
Il Terminal Terre d’Argine Innovation Lab nasce come luogo pensato per favorire contaminazione, formazione, progettualità e confronto.
L’evento Carpi Digitale ha confermato proprio questa vocazione: essere uno spazio aperto in cui idee, esperienze e competenze possono incontrarsi.
Nel suo intervento, il sindaco Riccardo Righi ha sottolineato il valore del Terminal come simbolo del rinnovamento della città.
«Sono al secondo anno di mandato e partecipare a incontri come questo, in un luogo che rappresenta uno dei simboli del rinnovamento della città, è motivo di soddisfazione», ha dichiarato il sindaco. Righi ha ricordato anche il percorso di trasformazione digitale avviato dal Comune di Carpi e i riconoscimenti ricevuti in questo ambito.
Il sindaco ha poi collegato il tema dell’innovazione digitale alla visione urbanistica e alla rigenerazione del territorio, richiamando il nuovo Piano Urbanistico Generale e il principio della crescita attraverso la rigenerazione di ciò che già esiste, limitando il consumo di nuovo suolo.
È una visione coerente con lo spirito del Next Generation EU, da cui è nato anche il Terminal: costruire luoghi capaci di unire istituzioni, imprese e giovani intorno alle competenze necessarie per affrontare il futuro.
Skybackbone Engenio: perché Carpi è sempre stata una città innovativa
Tra i protagonisti dell’incontro, Giuseppe Nale, fondatore di Skybackbone Engenio, ha portato una testimonianza concreta del rapporto tra Carpi, impresa e tecnologia.
La scelta di fondare l’azienda proprio a Carpi non è stata casuale. Negli anni del boom del distretto tessile, il bisogno di informatica, automazione e soluzioni tecnologiche era già molto forte. Il territorio carpigiano, trainato dalla moda e dalla manifattura, aveva bisogno di strumenti digitali per crescere, organizzarsi e competere.
«Abbiamo deciso di fondare qui la nostra azienda perché, negli anni del boom del distretto tessile, il bisogno di informatica e tecnologie era superiore rispetto ad altri territori. Carpi era già allora leader nell’innovazione», ha ricordato Nale.
Una storia che anticipa molti temi oggi al centro del dibattito digitale.
Già nel 1995, il gruppo di lavoro guidato da Nale realizzò per Sony Italia uno dei primi sistemi di gestione della forza vendita basato su Internet e sul Cloud computing. Un’esperienza pionieristica, nata quando il cloud non era ancora una parola diffusa nel linguaggio delle imprese.
Da questo punto di vista, Skybackbone Engenio rappresenta una continuità importante: un’azienda nata in un territorio manifatturiero, cresciuta insieme alla domanda di innovazione delle imprese e oggi impegnata su cloud, cybersecurity, gestione dei dati, continuità operativa e trasformazione digitale.
Il punto di vista di Skybackbone Engenio: l'innovazione nasce dalle relazioni
Uno dei passaggi centrali dell’intervento di Giuseppe Nale riguarda il valore degli spazi fisici e relazionali nell’innovazione.
«Il Terminal può diventare uno straordinario luogo di confronto per i giovani che amano l’informatica, perché le idee migliori non nascono dietro una scrivania, ma in spazi relazionali come questo», ha affermato.
È una riflessione che racconta bene il punto di vista di Skybackbone Engenio. L’innovazione non nasce solo dalla tecnologia, ma dall’incontro tra persone, competenze, curiosità e problemi reali da risolvere.
Cloud, intelligenza artificiale, cybersecurity e infrastrutture digitali sono strumenti potenti, ma diventano valore solo quando vengono messi al servizio delle imprese, del territorio e delle persone.
Per questo luoghi come il Terminal sono fondamentali: creano le condizioni perché giovani, professionisti, aziende e istituzioni possano confrontarsi fuori dalle logiche chiuse dei singoli uffici o delle singole organizzazioni.
Dalla manifattura alla conoscenza: l’innovazione come cultura
Il contributo di Gianni Previdi ha ampliato il confronto, spostando l’attenzione dalla tecnologia alla cultura dell’innovazione.
Previdi, definito “innovatore umanista”, è membro del Comitato di Indirizzo di Unimore e docente alla Scuola di Palo Alto di Milano e alla Fondazione Aldini Valeriani di Bologna. Nel suo intervento ha affrontato il passaggio dalla cultura manifatturiera tradizionale a un’economia fondata sulla conoscenza, sull’alto valore aggiunto e sulla capacità di leggere il cambiamento.
Un tema al centro anche del suo ultimo libro, “Logoi dell’innovazione. Contro la trappola del si è sempre fatto così”, pubblicato da Este Libri.
Il messaggio emerso è chiaro: innovare non significa soltanto introdurre nuove tecnologie. Significa cambiare mentalità, rompere automatismi, superare la logica del “si è sempre fatto così” e riconoscere che il futuro richiede coraggio, creatività e responsabilità.
Previdi ha invitato cittadini e imprese a considerare l’innovazione come una pratica culturale ed etica, prima ancora che tecnologica. Una combinazione di creatività, pensiero critico e capacità di mettere in discussione regole e abitudini consolidate.
In un territorio come Carpi, nato e cresciuto attorno alla manifattura, questo passaggio è particolarmente significativo. La sfida non è abbandonare la propria identità produttiva, ma trasformarla, arricchirla e renderla capace di competere in un’economia sempre più basata su dati, competenze e conoscenza.
Le idee che cambiano il mondo possono nascere anche in provincia
In chiusura, Stefano Bergonzini ha portato il suo sguardo di giornalista, comunicatore ed esperto di innovazione, tecnologia e motorsport.
Fondatore nel 1996 della prima agenzia di comunicazione della Motor Valley e recentemente protagonista al Motor Valley Fest, Bergonzini ha mostrato come molte idee capaci di cambiare il mondo siano nate in piccoli gruppi di lavoro, in contesti non necessariamente centrali, spesso proprio in città di provincia.
La provincia, ha spiegato, può avere un vantaggio: osserva i cambiamenti da vicino, mantiene un rapporto diretto con imprese e comunità, e può intercettare prima bisogni concreti che altrove restano più nascosti.
Il suo intervento ha aggiunto un elemento importante al dibattito: il digitale non è mai neutro. Può generare opportunità economiche, ma anche nuove forme di influenza, potere e responsabilità. Per questo va compreso, governato e discusso anche nei luoghi della comunità.
Carpi Digitale: una comunità che vuole parlare di futuro
Il risultato più importante dell’evento non è stato solo la partecipazione numerica, ma la qualità dell’ascolto e del confronto.
Una sala piena ha dimostrato che il tema dell’innovazione non appartiene più a una nicchia di addetti ai lavori.
Imprese, professionisti, istituzioni e cittadini riconoscono sempre di più il digitale come un terreno comune su cui costruire consapevolezza, futuro e nuove possibilità per il territorio.
Carpi Digitale ha mostrato che esiste una domanda reale di luoghi in cui parlare di trasformazione digitale in modo accessibile, concreto e multidisciplinare.
La trasformazione digitale non deve essere subita.
Deve essere capita, accompagnata e trasformata in occasione di crescita. Questo vale per le imprese, che devono continuare a innovare per restare competitive. Vale per le istituzioni, chiamate a creare spazi e condizioni favorevoli. Vale per i giovani, che hanno bisogno di luoghi dove sperimentare competenze, idee e relazioni.
Carpi ha una storia imprenditoriale forte, costruita su creatività, manifattura, moda, lavoro e capacità di adattamento. Oggi questa storia può trovare una nuova evoluzione nel digitale.
È proprio in questa capacità di mettere insieme mondi diversi che il Terminal Innovation Lab può diventare un laboratorio permanente di idee.