Fuga dal cloud USA: l'Europa sceglie la sovranità digitale.
Skybackbone Engenio è già pronta

Governi, istituzioni e aziende europee stanno ridisegnando la propria architettura cloud, spostando dati e infrastrutture lontano dai provider statunitensi. Una tendenza che non è più solo ideologica: è una scelta strategica, normativa e geopolitica. Noi di Skybackbone Engenio l’abbiamo capita in anticipo. 

Cloud USA: perché governi e aziende europee stanno cambiando rotta

Un tempo i confini si spostavano con i carri armati. Oggi si ridisegnano nei datacenter. La dipendenza dell’Europa dai grandi provider cloud statunitensi — Amazon Web Services, Microsoft Azure, Google Cloud — non è più soltanto una questione tecnica o commerciale: è diventata un tema di sicurezza nazionale, sovranità normativa e indipendenza geopolitica. 

Al centro del dibattito c’è il Foreign Intelligence Surveillance Act statunitense, e in particolare la controversa Sezione 702: una norma che consente alle agenzie di intelligence USA di accedere ai dati di cittadini stranieri conservati su server di aziende americane, senza necessità di mandato.

Per qualsiasi organizzazione europea che affidi i propri dati sensibili, la propria proprietà intellettuale o i propri sistemi critici a un cloud con giurisdizione statunitense, questo significa esporsi al controllo diretto di Washington. 

Le risposte dell'Europa: dai singoli stati alla Commissione

Le reazioni europee si stanno moltiplicando, sia a livello nazionale che comunitario.

In Francia, il governo ha avviato la migrazione dei sistemi operativi delle pubbliche amministrazioni verso Linux, abbandonando Microsoft Windows. La Danimarca ha imposto restrizioni severe sull’utilizzo dei servizi Microsoft nelle proprie istituzioni. L’Austria ha rimosso Office dai sistemi delle Forze Armate, sostituendolo con soluzioni open source. In Italia, il Polo Strategico Nazionale sta costruendo un’infrastruttura dedicata ai dati della Pubblica Amministrazione. 

A livello comunitario, il segnale più concreto è arrivato ad aprile 2026: la Commissione europea ha assegnato contratti da 180 milioni di euro, della durata di sei anni, a quattro provider cloud europei, nell’ambito del Cloud Sovereignty Framework.

I provider selezionati sono Post Telecom (con OVHcloud e CleverCloud), STACKIT del gruppo Schwarz, Scaleway del gruppo Iliad e Proximus.

Oltre 40 agenzie europee potranno acquistare servizi cloud da questi operatori, con l’obiettivo esplicito di ridurre la dipendenza dai provider extra-UE. 

La selezione non è stata casuale: i provider sono stati valutati su otto obiettivi del Cloud Sovereignty Framework, che includono criteri strategici, legali, operativi, ambientali e di sicurezza. Condizione imprescindibile: le terze parti non europee devono avere controllo limitato sulle tecnologie utilizzate. Un requisito che esclude di fatto qualsiasi soluzione in cui un provider USA possa esercitare accesso o influenza sull’infrastruttura. 

Sovranità digitale: da slogan politico a necessità operativa

Il concetto di sovranità digitale si sta evolvendo rapidamente verso qualcosa di più concreto: la sovranità infrastrutturale.

Non si tratta più di scegliere quale software utilizzare, ma di decidere dove risiedono i dati, chi ne controlla l’accesso e sotto quale giurisdizione opera l’infrastruttura che li ospita.

Le infrastrutture digitali stanno acquisendo lo stesso valore strategico delle infrastrutture energetiche o militari. Sono asset che non possono essere delegati a soggetti esterni senza conseguenze. 

Il posizionamento di Skybackbone Engenio: EU Sovereign da sempre

Mentre molte organizzazioni stanno oggi affrontando il complesso processo di migrazione verso infrastrutture europee, Skybackbone Engenio ha sempre operato con una scelta chiara e coerente: datacenter e cloud esclusivamente europei, soggetti alla sola giurisdizione dell’Unione Europea.  

Non è una risposta a una tendenza del momento, è la nostra postura originaria.

I dati dei nostri clienti non hanno mai lasciato il perimetro europeo, e la nostra infrastruttura è progettata per rispettare i più alti standard di sicurezza, compliance e sovranità digitale. 

Il nostro cloud è certificato EU Sovereign: questo significa che i tuoi dati sono ospitati su infrastrutture fisicamente localizzate in Europa, gestite da personale europeo, soggette esclusivamente al diritto europeo e conformi ai requisiti del GDPR, della NIS2 e degli standard internazionali più stringenti. 

In un contesto in cui la sovranità digitale è diventata una priorità strategica per governi e imprese, scegliere un partner tecnologico che abbia costruito la propria infrastruttura su questi principi, e non che li stia adottando in risposta a pressioni esterne, fa una differenza sostanziale.

La continuità della scelta è una garanzia in più. 

Vuoi valutare come migrare la tua infrastruttura su un cloud pienamente conforme agli standard europei?